VENERDI 12 NOVEMBRE GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE PER LA CULTURA APPELLO PER SOSTENERE LE PROPOSTE DEI COMUNI ITALIANI, DI FEDERCULTURE E DEL FAI
L'eventuale donazione richiesta dal sito non è per sostenere la Cultura e non è necessaria
La Costituzione italiana assume la cultura come valore fondamentale e impegna la Repubblica a promuoverne lo sviluppo (art. 9). In realtà una delle grandi ricchezze del Paese - il suo patrimonio culturale - è oggi a rischio di dismissione. La manovra finanziaria non solo riduce sostanzialmente i finanziamenti alla cultura ma impedisce, di fatto, ai Comuni e alle Regioni ogni investimento culturale.
Per decreto si svuota la memoria, l’arte e il futuro di questo paese. La produzione culturale rappresenta il 2,6 % del PIL e oltre il 40% del mercato turistico. Non ci sarà risparmio ma solo un’ulteriore crescita delle povertà. Non a caso i governi di grandi paesi europei, anch’essi segnati dalla crisi, hanno aumentato il sostegno alla produzione culturale, consapevoli che nella società della conoscenza la cultura e l’innovazione costituiscono una risorsa strategica per una nuova fase di sviluppo sostenibile.
Non possiamo accettare di diventare un paese senza arte, senza storia, senza musica, senza teatri, senza ricerca, di veder ridurre ulteriormente la qualità della vita delle città. Le decisioni governative comprometteranno, oltre alla crescita economica, la stessa identità delle città, insieme alla loro immagine e alla capacità attrattiva. A Genova, in particolare, dal 1992 a oggi è cresciuto un sistema culturale di grande qualità che ha innescato riflessi importanti sul turismo, sull’occupazione, sull’identità della città, e sono centinaia di migliaia le persone che ogni anno fruiscono di questa offerta.
Con le scelte del governo musei, teatri, istituzioni culturali sono, tutti indiscriminatamente, a prescindere dai risultati di gestione e dai sacrifici già operati, destinati a chiudere. Tornare indietro sarebbe cancellare i tanti risultati raggiunti. Si metta in moto invece un processo virtuoso di razionalizzazione, di riorganizzazione, di nuovo rapporto tra pubblico e privato. La crisi impone scelte di priorità e capacità di innovazione. Per questo chiediamo al Governo di accettare le proposte avanzate dai Comuni, da Federculture e dal Fai e ai parlamentari liguri di sostenere le modifiche normative richieste dall’ANCI.
Per questo partecipiamo alla giornata nazionale di protesta del 12 novembre. Non facciamo spegnere le luci. Siamo già più poveri, non impoveriamo anche il nostro futuro.
Tra i primi firmatari
Andrea Ranieri, Luca Borzani, Andrea Fustinoni, Angelo Berlangieri, Giorgio Devoto Carlo Repetti, Ariel Dello Strologo, Beppe Costa, Vittorio Coletti, Teresa Sardanelli, Giacomo Deferrari, Manuela Arata, Sergio Maifredi
Aggiornamenti
Novembre 12, 2010
1,000 people have signed this and i cant believe it. seeing so many folks care about keeping our museums and theaters alive is incredible.
Raggiunti 1.000 sostenitori
Novembre 10, 2010
Raggiunti 100 sostenitori
Novembre 9, 2010
Novembre 8, 2010
we are almost at a thousand signatures and it would be huge to hit that mark before we head to the next meeting. tell your friends about this because the pressure needs to stay high right now.
Novembre 6, 2010
were getting really close to the hundred mark and i want to hit that number before the day is out. check in with your friends and family to see if they can jump on board right now.
6 Comments
Senza cultura non c'è futuro per nessuno. Tagliare qui significa distruggere l'identità del nostro paese. Vergogna.
La costituzione parla chiaro ma a questi signori importa solo il portafoglio. teniamo accese le luci
basta massacrare i teatri e le biblioteche!! è un suicidio per le nuove generazioni
Genova ha bisogno di arte e musei. Non possiamo permettere che tutto chiuda per colpa dei tagli.
assurdo che nel paese dell'arte si debba arrivare a questo punto. speriamo che qualcuno ascolti.
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La Costituzione italiana assume la cultura come valore fondamentale e impegna la Repubblica a promuoverne lo sviluppo (art. 9). In realtà una delle grandi ricchezze del Paese - il suo patrimonio culturale - è oggi a rischio di dismissione. La manovra finanziaria non solo riduce sostanzialmente i finanziamenti alla cultura ma impedisce, di fatto, ai Comuni e alle Regioni ogni investimento culturale.
Per decreto si svuota la memoria, l’arte e il futuro di questo paese. La produzione culturale rappresenta il 2,6 % del PIL e oltre il 40% del mercato turistico. Non ci sarà risparmio ma solo un’ulteriore crescita delle povertà. Non a caso i governi di grandi paesi europei, anch’essi segnati dalla crisi, hanno aumentato il sostegno alla produzione culturale, consapevoli che nella società della conoscenza la cultura e l’innovazione costituiscono una risorsa strategica per una nuova fase di sviluppo sostenibile.
Non possiamo accettare di diventare un paese senza arte, senza storia, senza musica, senza teatri, senza ricerca, di veder ridurre ulteriormente la qualità della vita delle città. Le decisioni governative comprometteranno, oltre alla crescita economica, la stessa identità delle città, insieme alla loro immagine e alla capacità attrattiva. A Genova, in particolare, dal 1992 a oggi è cresciuto un sistema culturale di grande qualità che ha innescato riflessi importanti sul turismo, sull’occupazione, sull’identità della città, e sono centinaia di migliaia le persone che ogni anno fruiscono di questa offerta.
Con le scelte del governo musei, teatri, istituzioni culturali sono, tutti indiscriminatamente, a prescindere dai risultati di gestione e dai sacrifici già operati, destinati a chiudere. Tornare indietro sarebbe cancellare i tanti risultati raggiunti. Si metta in moto invece un processo virtuoso di razionalizzazione, di riorganizzazione, di nuovo rapporto tra pubblico e privato. La crisi impone scelte di priorità e capacità di innovazione. Per questo chiediamo al Governo di accettare le proposte avanzate dai Comuni, da Federculture e dal Fai e ai parlamentari liguri di sostenere le modifiche normative richieste dall’ANCI.
Per questo partecipiamo alla giornata nazionale di protesta del 12 novembre. Non facciamo spegnere le luci. Siamo già più poveri, non impoveriamo anche il nostro futuro.
Tra i primi firmatari
Andrea Ranieri, Luca Borzani, Andrea Fustinoni, Angelo Berlangieri, Giorgio Devoto Carlo Repetti, Ariel Dello Strologo, Beppe Costa, Vittorio Coletti, Teresa Sardanelli, Giacomo Deferrari, Manuela Arata, Sergio Maifredi
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Novembre 12, 2010
1,000 people have signed this and i cant believe it. seeing so many folks care about keeping our museums and theaters alive is incredible.
Raggiunti 1.000 sostenitori
Novembre 10, 2010
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Novembre 9, 2010
Novembre 8, 2010
we are almost at a thousand signatures and it would be huge to hit that mark before we head to the next meeting. tell your friends about this because the pressure needs to stay high right now.
Novembre 6, 2010
were getting really close to the hundred mark and i want to hit that number before the day is out. check in with your friends and family to see if they can jump on board right now.
6 Comments
Sempre a tagliare dove non dovrebbero. La cultura è l'unica cosa che ci rimane di bello.
Senza cultura non c'è futuro per nessuno. Tagliare qui significa distruggere l'identità del nostro paese. Vergogna.
La costituzione parla chiaro ma a questi signori importa solo il portafoglio. teniamo accese le luci
basta massacrare i teatri e le biblioteche!! è un suicidio per le nuove generazioni
Genova ha bisogno di arte e musei. Non possiamo permettere che tutto chiuda per colpa dei tagli.
assurdo che nel paese dell'arte si debba arrivare a questo punto. speriamo che qualcuno ascolti.
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