Petizione al
Signor Presidente del Senato della Repubblica
Signor Presidente della Camera dei Deputati
Gentile Signora, Egregio Signore,
il 10 febbraio 1947 lâItalia, insieme alle potenze alleate vincitrici della seconda guerra mondiale, aveva sottoscritto il Trattato di Pace di Parigi, ratificato con Legge 2 agosto 1947 n. 811 ed entrato in vigore il 15-16 settembre 1947.
Il predetto Trattato di Pace era stato firmato anche dalla ex Jugoslavia, ad oggi non più esistente e scomposta in vari stati.
In forza del predetto Trattato di Pace, lâItalia aveva ceduto alla ex Jugoslavia una parte consistente dei territori acquisiti dopo la prima guerra mondiale.
Il Trattato di Pace aveva previsto, allâarticolo 21, la costituzione del Territorio Libero di Trieste, risultante dalle zone di occupazione affidate rispettivamente allâamministrazione militare della Gran Bretagna e degli Stati Uniti (denominata Zona A) e allâamministrazione militare della ex Jugoslavia (denominata Zona B).
Con il Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954, la Zona A era stata affidata allâamministrazione civile dellâItalia, mentre la Zona B a quella della ex Jugoslavia.
Con lâaccordo di Osimo del 1975, tra Italia e Jugoslavia erano stati definiti i criteri di determinazione dei confini territoriali tra i due paesi, della cittadinanza dei residenti nelle zone di confine e di diversi diritti economici (indennizzi a seguito di espropriazioni o nazionalizzazioni, previdenza sociale, ecc.).
A seguito della sottoscrizione del Trattato di Pace, lo Stato italiano, anche attraverso la promulgazione di una lunga serie di leggi (quelle contrassegnate dai nn. 1064 del 1949, 590 del 1950, 1050 del 1954, 1325 del 1956, 269 del 1958, 1469 del 1962, 387 del 1963, 193 del 1968, 16 del 1980, 135 del 1985, 98 del 1994 e 137 del 2001), è intervenuto in materia, riconoscendo una somma di danaro da corrispondersi ai proprietari di terreni agricoli e non, immobili ed aziende perduti nei suddetti territori.
Tali indennizzi, previsti solo in favore di chi - a determinate condizioni ed entro termini prefissati - ne ha fatto espressa richiesta, sono del tutto incongrui e insoddisfacenti rispetto al reale valore venale degli immobili, dei terreni agricoli e non, delle aziende ed al danno effettivamente patito.
Eâ oggi unanimemente condivisa lâesigenza di addivenire, a distanza di oltre 60 anni, alla corresponsione di un giusta e definitiva riparazione in favore delle migliaia di italiani che, a seguito dellâinstaurazione del regime di Tito, sono stati privati di tutti i beni e le imprese di cui erano titolari in Istria, Fiume, Zara e Dalmazia.
Eâ notoria la successione degli eventi che - attraverso lâinfoibamento di oltre 10.000 italiani, lâesodo di altri 350 mila ed i trattamenti disumani da costoro patiti, il Trattato di Pace del 1947, la redazione da parte di una Commissione mista italo-jugoslava dellâelenco dei beni nazionalizzati o confiscati ai residenti che hanno costituito il popolo dei suindicati 350 mila profughi ed ai cittadini Italiani non residenti nei territori ceduti alla Jugoslavia, sino a giungere alle molteplici disposizioni nazionali (leggi e, molto più spesso, disegni e proposte di legge mai giunti al termine del loro iter) - hanno fatto sì che, nonostante siano trascorsi appunto 60 anni e si siano succedute ben tre generazioni di nostri connazionali, la ferita sia ancora aperta e lo sconforto di costoro sia totale.
Orbene, con la presente petizione si intende sottoporre al Parlamento Italiano una proposta di legge intitolata âDisposizioni sul risarcimento dovuto a cittadini, enti ed imprese italiani per beni, diritti ed interessi perduti nel territorio della ex Jugoslaviaâ, con cui, attraverso la previsione della moltiplicazione degli indennizzi riconosciuti dalla Legge n. 135 del 1985 e dalla Legge n. 98 del 1994 per il coefficiente unico di cinquanta, si addiverrebbe allâerogazione in favore dei profughi di una somma che finalmente si avvicini al reale valore dei beni di cui si tratta ed alle molteplici voci di danno patito in conseguenza della loro perdita.
Resterebbe naturalmente salva la facoltà degli aventi diritto di agire per la restituzione dei propri beni nei territori della ex Jugoslavia, atteso che il risarcimento previsto dalla proposta di legge in parola non pregiudicherebbe il diritto alla loro restituzione.
Il testo integrale della petizione con la allegata proposta di legge da sottoporre al Parlamento italiano è reperibile su www.studiolegalecarta.com
Alexandra Mareschi
Giovanni Carta