Ho apportato modifiche importanti all'idea. Questo è il testo del video che ho postato su youtube Feb 15. 2013 | Comments (0)
Buongiorno,
oggi, 24 febbraio 2013, ho deciso di fare un video di presentazione di un'idea che reputo molto interessante. Non sono un economista, ci sono molti aspetti applicativi da valutare, ma vorrei sottoporre all'attenzione dei miei compatrioti e di chi governerà l'Italia nella prossima legislatura un'idea che potrebbe rappresentare la bacchetta magica per risollevare l'economia. Mi piacerebbe che l'applicazione di questa idea si accompagnasse al miglioramento di qualità del PIL di cui parlano i signori del movimento per la decrescita felice, di cui condivido tutte le idee e di cui non mi piace solo la parola decrescita. Parlerò di un metodo per creare soldi, o meglio qualcosa di simile ai soldi ma che funziona meglio, e farlo dal nulla, senza indebitarsi, e attraverso l'abbassamento delle tasse! Spiegherò prima le intuizioni a fondamento di queste affermazioni, e poi spiegherò come operativamente dovrebbero funzionare. Partiamo dai soldi! I soldi rappresentano in teoria l'oro che gli stati si fanno prestare dalle banche (oro che poi in realtà è aria fritta). Quest'oro serve a molteplici funzioni: a determinare il valore di scambio delle cose, come strumento di risparmio per le famiglie e di accumulazione della ricchezza per gli operatori finanziari e per fare girare l'economia. Per procacciarsi quest'oro lo stato paga salati interessi. Ora si è verificato un problema, legato al concetto di capitalismo. L'oro è stato accumulato da poche persone, e in circolazione non ce n'è abbastanza per fare girare l'economia! A questo si aggiunga che se lo stato si indebita per mettere in circolazione altra moneta, per come funziona per ora il commercio, questa va a finire all'estero, spesso ad oriente, per cui i debiti del nostro stato servono o ad arricchire chi è già ricco o a fare girare l'economia della Cina, non certo la nostra! L'oro da solo fa danno. C'è bisogno di far circolare anche un altro tipo di ricchezza, un tipo di ricchezza che faccia girare l'economia e che non abbia le controindicazioni dell'oro. Ed ecco la prima intuizione: a livello astratto i soldi, nel rapporto tra cittadini e stato, non rappresentano oro. A livello astratto i soldi rappresentano tasse che i cittadini dovranno pagare! La prima intuizione è questa: non fare circolare solo l'oro, ma anche le tasse insieme all'oro! Come? Creando una forma di moneta complementare di stato, che ho chiamato buoni tasse, per analogia con i buoni del tesoro.
La moneta complementare al suo attuale livello di sviluppo rappresenta soldi che vengono riconosciuti solo da parte di alcuni volontari. Le persone che fanno parte di questa cerchia di volontari, quando vanno a fare la spesa da altri volontari, pagano la maggior parte di questa usando gli euro ed una parte per ora minima usando la loro moneta complementare. La moneta complementare che io propongo è una moneta compementare di stato. Come verrà realizzata lo spiegherò meglio poi. Per ora basti sottolineare che questa moneta complementare non rappresenta oro ma tasse, rappresenta un prestito che i cittadini fanno allo stato e che verrà saldato al momento del pagamento delle tasse. Un prestito che non avrà come contropartita un interesse ma avrà come compenso un abbassamento delle tasse, ad esempio l'aliquota dell'IRPEF, causato dal fatto che il cittadino accetta come forma di pagamento questa moneta complementare. Ma una moneta complementare di stato allevierebbe solo il problema del debito pubblico, e lascerebbe aperta la questione dell'economia che non gira. Ecco quindi la seconda intuizione: la scadenza! Per avere un abbassamento delle tasse, una persona si deve impegnare a ricevere i buoni tasse non ancora scaduti, e quelli scaduti li può rifiutare. Così, una volta scaduti, i buoni tasse sarebbero buoni solo per pagare le tasse! Se non è intuitivo il perché una moneta che scade fa girare l'economia lo spiegherò un po' meglio dopo. La moneta che scade fa sorgere però un altro problema: se una persona si impegna ad accettare i buoni tasse, e deve fare una vendita importante. Per esempio, se un vecchietto poverello decide di vendere la casa, allora riceverà tanti soldi in buoni tasse. Sarà costretto a spendere tutto entro la scadenza? La risposta rappresenta la terza intuizione. I buoni tasse possono essere organizzati in grossi lotti non scorporabili, di taglio minimo ad esempio di 5000 euro, e su questi lotti si può bloccare la scadenza, pagando una piccola percentuale. Questo equivale a dire che mentre per i piccoli consumatori i buoni tasse sono moneta con scadenza, per i mercati e per i ricchi i buoni tasse sono moneta che perde di valore con il tempo. Credo di aver letto anni fa da qualche parte che c'era una scuola economica austriaca che proponeva qualcosa di simile, per un sistema economico basato sulla deflazione piuttosto che sull'inflazione com'è il nostro. Io penso che sia meglio avere più gradi di libertà, che sia meglio affiancare l'oro, il potere delle banche centrali, il capitalismo, con le tasse, cioé con una forma di autonomia dei governi degli stati, con il mantenimento del benessere sociale. Credo che poter affiancare alcune variabili causa di inflazione con altre causa di deflazione offra maggiore flessibilità e possibilità di azione per i governi.
Ora spiegherò più in dettaglio le caratteristiche e il funzionamento dei buoni tasse:
Prima caratteristica: l'accettazione su base volontaria. Essendo i buoni tasse una moneta meno appetibile dell'euro, ogni cittadino o ente o impresa da il proprio assenso ad accettarla, o dichiara che per lui i buoni tasse non sono moneta. Quindi i buoni tasse, oltre a non essere moneta nel pieno senso della parola perché vengono meno alla funzione di accumulazione della ricchezza, non hanno neppure corso legale. Questo perché giustamente l'unica moneta a corso legale è l'euro.
Il fatto che i buoni tasse non siano a corso legale non ne limiterebbe però la diffusione. Il negozio che dovesse non accettarli pagherebbe più tasse della concorrenza e perderebbe i clienti che andrebbero alla ricerca di altri negozi in cui spendere i propri buoni tasse. I lavoratori dipendenti, dal canto loro, non riconoscendoli come moneta si troverebbero con menosoldi dei colleghi in busta paga (se si considerano i buoni tasse come soldi..). Quindi un'ampia maggioranza di italiani darebbe il proprio assenso all'uso dei buoni tasse.
Seconda caratteristica: i buoni tasse rappresentano tasse e non oro, rappresentano un prestito che i cittadini fanno allo stato, una modalità di finanziamento dello stato alternativa all'emissione di buoni del tesoro. Questo prestito non costa nessun interesse allo stato, comporta solo una riduzione delle tasse per le persone che li accettano. E questa cosa, già da sola, dovrebbe dare una bella spinta all'economia. Inoltre il fatto di avere una modalità di finanziamento alternativa permetterebbe allo stato di emettere i buoni del tesoro ad un tasso di interesse minore. Infatti se non vengono piazzati tutti i buoni del tesoro, quelli non collocati non avranno nessun peso, poiché lo stato potrà emettere al loro posto dei buoni tasse. E questo, anche se non significa indipendenza, significa comunque autonomia, significa poter tenere duro quando una parte dei mercati finanziari diventa schizzinosa e chiede il 5 o 6 percento sui titoli di stato. Riassumendo il risultato sarebbe l'abbassamento della quota del debito su cui si paga l'interesse, e l'abbassamento del tasso di interesse stesso, il tutto attuato attraverso l'abbassamento delle tasse.
Terza caratteristica: la scadenza, cioé il fatto che per avere una riduzione delle tasse si è obbligati ad accettare solo buoni tasse non scaduti, e quelli scaduti li deve accettare solo lo stato. Ho detto che questa caratteristica ha conseguenze interessanti. La prima è una aumento marcato della velocità di circolazione della moneta: infatti chiunque abbia in tasca una moneta che scade cercherà di spenderla il prima possibile! Questo implica una ripartenza dell'economia. Alcuni sostengono un rischio inflazione. Io non sono un economista, ma la logica mi dice che l'inflazione si ha quando circola più moneta e i beni sono sempre gli stessi.Però quando non c'è moneta per far circolare i beni, aumentare la velocità di circolazione della moneta serve per non deprimere la produzione e per non far morire l'economia. Tutto questo sempre nell'ipotesi ottimista degli di un'economia chiusa, cioé se non si considera il fattore oriente. Ipotesi che diviene un po' più realistica con i buoni tasse. Infatti questa moneta rappresenta tasse italiane che nessuno, tranne lo stato italiano, accetta più dopo una certa data. Questo significa che lo straniero che li accetta dovrebbe reinvestirli in Italia, e quindi si ridurrebbe la fuga di capitali dall'Italia.
I buoni tasse rappresentano anche uno strumento di controllo monetario eccezionale: li si
emette nei periodi di crisi, e quando ce ne sono troppi la scadenza garantisce il loro recupero.
Un'ultima conseguenza è la probabile diminuzione dell'evasione fiscale. Infatti quando i buoni tasse
sono scaduti o li si usa per pagare le tasse o li si perde, e il risultato per il fisco non cambia. Andiamo avanti.
Quarta caratteristica: I buoni tasse possono essere organizzati in grossi lotti non scorporabili, e su questi lotti si può bloccare la scadenza, pagando una piccola percentuale, come ho detto prima.
Altre caratteristiche: esiste un database online per la verifica del consenso all'accettazione da parte
di negozianti o fornitori. I dipendenti non possono essere pagati con buoni tasse in scadenza.
Vediamo infine le caratteristiche fisiche e di utilizzo: I buoni tasse sono moneta elettronica, gestita dalle Poste o da un ente appositamente creato. Chi aderisce riceve una tessera magnetica simile alla Postepay, in cui ad ogni data è associata la somma di denaro che in quel giorno è in scadenza. Oltre che con la carta è possibile effettuare pagamenti tramite telefonino. Chi riceve uno stipendio, vedrà parte del suo stipendio versato sulla carta. Quando poi andrà a fare la spesa, prima passerà al POS la carta, concui pagherà una percentuale degli acquisti: la restante parte dovrà pagarla in euro. La carta selezionerà per effettuare i pagamenti i buoni tasse che scadono prima, ovviamente.. La percentuale è fissata per legge, e può essere variata tramite legge finanziaria a seconda della fase economica. Le percentuali dovrebbero essere oggetto di discussione e di studio, ma io proporrei comunque per lo stipendio e gli acquisti percentuali non troppo basse, calcolate sul lordo.
Finita la spiegazione del funzionamento dei buoni tasse vorrei fare un appello ai politici: a quelli di destra, che promettono cose incredibili e vorrebbero coprire la spesa con l'emissione di buoni del tesoro, a quelli di sinistra, che non si capisce bene come vorrebbero ridurre il cuneo fiscale, a quelli di centro che dicono di aver salvato l'Italia ma hanno quasi ucciso l'economia reale: che ve ne pare di questa idea? E a Grillo! Creatore di un movimento eccezionale, che ricorda il progetto GNU di Stallman. Il movimento cinque stelle ha tante belle utilities, ma manca ancora il nucleo del sistema operativo: non si è affrontato ancora il problema della moneta! Credo che questa idea meriti considerazione, meriti che se ne discuta con i premi Nobel che ruotano intorno al movimento cinque stelle.
Il problema è che gli appelli ai politici lanciati da una persona isolata assomigliano tanto alle urla di un pazzo. Per cui vorrei rivolgermi a tutti gli italiani. Se credete che questa idea sia buona, o anche che sia un po' strampalata, ma che rappresenti comunque una speranza per uscire dalla crisi, firmate la petizione su ipetitions, e invitate amici e parenti a firmarla. Cercate: buonitasse, le due parole buoni e tasse attaccate, sul sito www.ipetitions.com. Buttiamo il cuore avanti e incrociamo le dita.