The petition
al Parlamento Europeo
al Parlamento Italiano
all'on. Silvio Berlusconi
L'art.21 della Costituzione Italiana stabilisce che:
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione."
Secondo questo passaggio dell'articolo costituzionale, ognuno singolo individuo dovrebbe poter essere libero di manifestare il proprio pensiero. Per poter usufruire di questo diritto, esistono mezzi di comunicazione in grado di diffondere le informazioni (stampa, radio, televisione, internet...). Tenendo presente, che una società si può definire democratica quando chiunque può usufruire dei mezzi di comunicazione per diffondere le proprie idee, mentre al contrario, la si definisce dittatoriale quando solo pochi hanno il potere di controllare e gestire i mezzi di comunicazione; ci si rende conto che, nell'attuale situazione italiana, non viene assolutamente rispettato questo diritto.
Infatti, viviamo in uno Stato, dove un singolo cittadino, l'on. Silvio Berlusconi, possiede (sia direttamente nel caso delle reti Mediaset, sia indirettamente nel caso di case editrici come la Mondadori) e gestisce circa il 90% del potere mediatico. (*)
"La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure."
Anche in questo caso, l'onorevole sopra citato, non ha rispettato questo diritto. In effetti, esistono più casi come quello di Michele Santoro, Enzo Biagi, Marco Travaglio, Sabina Guzzanti e Daniele Luttazzi, solo per elencarne alcuni, che metteno in evidenza il potere (di Berlusconi) di poter decidere la tipologia di informazioni da diffondere. Quindi, le informazioni vengono autorizzate o censurate in base a criteri del tutto estranei alla politica che rendono quest'ultima simile ad un'impresa aziendale. (*)
L'interpretazione dell'art.21 dà luogo ai seguenti principi:
"I soggetti titolari del diritto sono tutti, cioè sia cittadini che stranieri, sia come singoli che in forma collettiva, poichè necessaria a dar scopo e voce ai movimenti di opinione concernenti interessi superindividuali (sent. Corte Costituzionale n. 126/1985)."
"Libertà di informare, o libertà attiva di informazione: la dottrina considera garantita dalla Costituzione anche la diffusione di informazioni (oltre che del proprio pensiero)."
"Libertà di essere informati, o libertà passiva di informazione; non è esplicitata in Costituzione, ma è ravvisabile in diversi testi normativi"
"Diritto di accesso ai documenti amministrativi: un importante caso del diritto ad essere informati."
Ulteriormente, vengono infranti i diritti dei cittadini, dato che:
* "non si è liberi di informare", dato che la maggior parte dei mezzi di comunicazione sono posseduti un singolo o pochi individui, che gestiscono al loro volta le informazioni in base al proprio interesse, autorizzando o censurando a seconda della tipologia del messaggio;
* "non si è liberi di essere informati", perchè anche se sembra che ci sia la possibilità di decidere le informazioni che vogliamo ricevere, ci illudiamo, dato che dietro queste informazioni ci sono altri interessi del tutto estranei ai criteri e alle leggi riguardo la libertà d'espressione.
I sottoscritti firmatari, in base a quanto scritto sopra, in base alle leggi della costituzione italiana e del parlamento europeo, e tenendo conto dei propri diritti a riguardo della libertà d'informazione e di pensiero, chiedono di:
1. Escludere l'on. Silvio Berlusconi, dalla gestione, controllo e proprietà di mezzi di comunicazione di massa, (annullando e modificando la legge ad personam che si è fatto per poter salvaguardare il suo potere mediatico, dato che per legge, un singolo cittadino o un gruppo collettivo può possedere un massimo del 20% della gestione dei mezzi di diffusione) nel caso in cui, egli decida di mantenere la sua carica politica.
1. Escludere l'on. Silvio Berlusconi, dal Parlamento Italiano, nel caso in cui egli decida di continuare a possedere e gestire i propri mezzi di comunicazione, e quindi ridurre il suo potere di controllo al 20% stabilito dalle leggi costituzionali italiane.
E' inammissibile che in una democrazia, un singolo cittadino (e tra l'altro un politico), abbia il potere, sia direttamente che indirettamente, di possedere, controllare e gestire il 90% circa dei mezzi di comunicazione e inoltre di avere interessi proficui nela campo delle banche, della borsa, dello sport, e via dicendo... . Un caso del genere, simile al caso di Mussolini ma con sfaccettatture diverse, identifica che noi cittadini viviamo in uno Stato che sembra soddisfare i nostri diritti, come la libertà di pensiero, ma che in realtà soddisfa gli interessi di pochi che hanno in mano il potere. Questo non vuole essere un'offesa al'on., ma è un dato di fatto verificabile dal 1994 circa ad oggi. Molti sono stati i casi in cui si è cercato di risolvere questo problema, ma le soluzioni sono state vane. E' questo è indice che qualsiasi cosa venga detta deve prima essere "filtrata" e controllata, poi può o non può essere divulgata. E quindi, è anche indice che esiste una forma di regime mediatico, ma che si allarga anche alla politica, che trasgredisce quanto scritto e stipulato nella Costituzione Italiana e nella Dichiarazioni dei Diritti Universali Umani.
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